Dall’esordio con Mihajlovic all’idolo Cavani, la storia del “pistolero” Antonio Raimondo
Nel giorno di Genoa-Frosinone appare quasi impossibile non parlare di Antonio Raimondo. Il centravanti del club gialloblù è sulla bocca di tutti, visto il sensazionale avvio di stagione.
L’attaccante ha totalizzato 5 reti e fornito 1 assist in appena 4 gare, tra Serie A e Coppa Italia. Dati alla mano formidabili. Com’è nato -calcisticamente parlando- “il pistolero”? Il classe 2004 nasce nel 2002 a Ravenna, da genitori campani. Alla prima stagione in Serie B con la Ternana segna 9 gol e dopo l’esperienza Salernitana arriva il Frosinone, con il quale conquista la Serie A e mette a referto la bellezza di 11 reti.
Il pistolero fa il suo esordio in Serie A molto prima di scoprire la cadetteria. Il 17 maggio 2021 Sinisa Mihajlovic decide di inserire un giovane portento di 17 anni, al posto di Rodrigo Palacio. La gara è Hellas Verona-Bologna e il ragazzo, se non si fosse capito, è colui che sta facendo sognare tutta Frosinone.
A 16 anni fu aggregato in prima squadra e poi arrivò l’esordio. “Devo ringraziarlo per tutta la vita”, dice il calciatore ripensando all’allenatore serbo. Antonio non ha mai avuto voglia di fuoriuscire troppo presto, il Bologna continua a crederci mantenendo il cartellino e -di certo- ciò che sta mostrando in Serie A non sta passando inosservato. Chissà che un giorno, non possa fare lo stesso ma al Dall’Ara e con la maglia rossoblù.