Lazio-Monza, Gattuso: “Servono giocatori che in campo si fanno sentire con i compagni. Grande primo tempo, nel secondo stavamo aspettando la fine del match”
Al termine della gara tra Lazio e Monza, il tecnico dei biancocelesti Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue dichiarazioni in diretta live:
Come analizza la parte iniziale del secondo tempo?
“Ho aspettato gli altri ragazzi, ecco perché ho fatto ritardo oggi. C’è poco da spiegare, siamo una squadra che non può gestire risultato, non siamo capaci. Dobbiamo andare sempre a 1000. Il primo tempo è la fotocopia della partita con Milan. Nel primo tempo se finiva 4-0 non rubavamo nulla. Nel secondo tempo non mi è piaciuto nulla. Aspettavamo che la partita finiva. Non possiamo prendere gol così. Se vogliamo continuare a sorprendere non dobbiamo avere paura. Oggi ci è andata bene, loro meritavano di pareggiare. In allenamento cerchiamo sempre di andare a 1000, le ultime due partite in casa sono state uguali. Per questo ho parlato con la squadra, ma le ho fatto anche i complimenti”.
Può la Lazio colmare il Gap con le grandi?
“Non ci dobbiamo pensare. Abbiamo solo un obiettivo: allenarsi e recupera bene, avere rispetto delle regole e recuperare i giocatori. Poi sta a me. Non mi è mai capitato di cambiare due centrali in una partita in più di 300 partite. Son bravi loro che mi stanno dando questa possibilità: ho grande fiducia. Ho grande fiducia. Sappiamo di giocare contro una squadra fortissima con un grande allenatore. Poi vedremo dove arriveremo”.
Cosa pensa del Monza?
“Il Monza è una squadra che crea, ha sempre messo in difficoltà tutti. Vogliono giocare sempre e fare pressione, nel primo tempo siamo stati bravi. Sono una squadra giovane con giocatori interessanti”.
Perché ha sostituto i due centrali?
“Erano ammoniti stavano in difficoltà, arrivavano in ritardo e rischiavamo di rimanere in 10. Avevo bisogno di gente fresca. Ci sta che prendi gol dopo un minuto, poi è subentrata la paura e abbiamo aspettato. E non va bene. Ho chiaro quello che dobbiamo fare. Dobbiamo guardare quello che facciamo in allenamento e migliorare quella cosa lì. Servono giocatori che si arrabbino con i compagni durante la partita”.
Come lo ha visto Floriani?
“Lui è un ragazzo per bene. Deve crescere sulle piccole cose, ha grande fisicità e motore incredibile. Quando un giocatori ha picchi di velocità importanti e vuole m isto già parte in vantaggio. Lui è questo: un ragazzo incredibile. Parla poco e lavora tanto. Io faccio poco; ho creduto in lui. Mi ha chiesto del suo ruolo e gli ho detto che doveva lavorare e che doveva aspettare. Ha poco vissuto, è giovane. Può diventare ancora piu forte”.
Avrà l’imbarazzo della scelta quando torneranno Rovella e Cataldi a centrocampo?
“Cataldi già è con noi. Ha recuperato e faccio delle scelte. Io li voglio tutti a disposizione. Quando arriveranno, vedremo. Belahyane ora ce lo godiamo, ha sofferto e ci ha messo del suo con grande responsabilità. Capisce il gioco ed è intelligente. Se lo vedi non gli dai un euro, ma è bravo tatticamente e sempre nella posizione giusta. Poi potrebbe guardare di più in avanti, soprattutto quando usciamo dalla pressione. Invece gioca sempre in sicurezza. Può diventare un giocatore completo. Non vedo l’ora di avere tutti a disposizione. Con le cinque sostituzioni il calcio è cambiato, i giocatori non devono stare col muso, ma anzi guardare bene dalla panchina cosa fanno gli avversari”.
L’ha sorpresa il Monza con tre attaccanti?
“Juric mi ha sempre messo in difficoltà. Quando non vedi i giocatori per venti giorni, ci sta fare altre scelte. Lui ci ha studiato, per come giochiamo noi ha preferito mettere tre attaccanti. Ha provato a giocarci sulla profondità. Nel primo tempo comuqneu ha creato qualche occasione, perché il Monza è così. Oggi ero preoccupato per la partita, il Monza è ben allenato e ha giovani molto interessanti”.
Cosa le sta dando l’esperienza alla Lazio che è mancato in Nazionale a livello personale?
“Nulla. Sembra che io ho fallito dove sono andato. Bisogna dare una lettura diversa. Noi viviamo in un paese in cui si analizza poco il tipo di calcio che vuoi fare. Io pago la mia personalità che avevo da giocatore, ero sempre grintoso e indiavolato. Ma tutte le esperienza che ho fatto da allenatore sono state positive e mi hanno lasciato tanto. Non ho lasciato tragedie, eppure sembro uno scappato di casa. Bisogna guardare i dati, viviamo in uno sport dove l’episodio ti condanna. Le mie sono state tutte esperienze positive. Poi va bene così, cavalchiamo l’onda, ci sto. Ma faccio questo mestiere con grande passione, ho il fuoco dentro e ho a che fare con gente per bene. Ho fatto un cambiamento in questi anni, ci ho lavorato e ho fatto un percorso. Ora io devo dare il meglio di me con i miei giocatori. Ho accettato delle cose anche con i miei figli, sono cambiato per avere un rapporto migliore con loro. Lo stesso vale con i giocatori. Prima non mi divertivo come adesso, perché sono migliorato. Cosa facciamo noi per interagire con loro? Non pensiamo a come abbiamo vissuto noi, ma pensiamo a farli esprimere al massimo, anche con cose diverse che dobbiamo accettare”.
Sulla prestazione di Mandas?
“Ho fatto di tutto per farlo rimanere qui. Quando sono arrivato, gli mancava giocare. È indietro nel gioco con i piedi e ancora deve migliorare. È un portiere che è tanta roba. Soffriva anche la pressione di Provedel, la scelta di mettergli Motta vicino è stata azzeccata. Sta facendo grandi cose e ha ancora margini di miglioramento”.
Abbiamo visto l’abbraccio con Pinamonti, quanto può aiutare il gol?
“Deve stare tranquillo. A me dispiace fare delle scelte, oggi anche Noslin ha fatto un primo tempo incredibile. Poi è giusto che lui sia incazzato con me o con sé stesso. Arriverà il suo momento, è un ragazzo per bene e intelligente che va sempre in doppia cifra. È arrivato in una condizione precaria e sono contento del gol che ha fatto. Ci può dare una grande mano”.
Come volevate giocare la ripresa?
“Allo stesso modo del primo tempo. Abbiamo perso tanti palloni e correvamo indietro. Oggi abbiamo palleggiato in maniera diversa. Si parte sempre da un concetto: quando non sei aggressivo, sei una via di mezzo. Questo è stato l’errore più grande del secondo tempo”.